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Alda Merini: la poesia in risposta alla violenza

 

di Ambra Sansolini

La condizione subalterna della donna nell’ambito familiare

Alda Merini è stata una delle numerose donne sottoposte, contro la sua volontà, alle cure psichiatriche legalizzate dallo Stato. Fu il marito a chiamare l’ambulanza e a farla ricoverare. Come ella stessa scrisse, nell’opera autobiografica, “Diario di una diversa”, nel 1965 “la donna era soggetta all’uomo”, che poteva decidere della sua vita.

La Legge sui manicomi

Alda Giuseppina Angela Merini, venne quindi internata a sua insaputa. In quel tempo ancora vigeva la Legge n°36 del 1904 che regolava la “Disposizione sui manicomi e sugli alienati”: “Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa da alienazione mentale, quando siano pericolose a sé e agli altri o riescano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché dai manicomi”.

La violenza psicologica

Alda non costituiva alcun pericolo per la vita degli altri. Giovanissima, aveva già una famiglia e due bambine da crescere. Passava le giornate dividendosi tra la cura delle figlie e le ripetizioni scolastiche, che impartiva ad alcuni alunni. Si descriveva felice, ma spesso avvertiva una profonda stanchezza, a causa del gravoso lavoro familiare . Parlò di questo suo malessere con il marito, che non accennò minimamente a comprenderla.

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Una di noi: l’amore non è violenza

 

di Ambra Sansolini

Sognava l’amore,

non sapeva esistesse chi si ciba dell’altrui cuore.

Pensava di cambiarlo, rinunciando a sé stessa:

l’amore non pretende e ti fa sentire come una principessa.

 

Accettò il primo schiaffo con la convinzione,

che in fondo si meritasse ogni punizione.

Le continue critiche e umiliazioni

la facevano sentire in difetto:

così solo lui era perfetto.

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Il ruolo della vittima nella violenza psicologica

di Ambra Sansolini

Colpevolizzazione della vittima

Che ruolo ha la vittima nell’abuso psicologico? Sembra una domanda banale, ma non è così. E’ stata definita persino complice, in alcuni casi colpevole. C’è ormai una corrente di studiosi, che tende a mettere in ombra questa figura. Lo scopo primario è diventato non demonizzare l’abusante.

Chi comprende la vittima?

Il dramma della violenza psicologica, è proprio lo stato d’incomprensione e solitudine in cui vive chi la subisce. Trattandosi di un sopruso che non lascia segni, diviene difficile ottenere credibilità al grave trauma. Spesso la donna non viene creduta neppure dagli amici o dai familiari più stretti. Figuriamoci se il suo dramma, possa essere capito dalle Forze dell’Ordine, da un Pubblico Ministero o da un Giudice.

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L’unico porto sicuro, sono le associazioni che tutelano le donne maltrattate. E le altre vittime. In effetti nessuno potrà capirvi meglio di chi ci è passato.

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Oltraggio al ricordo di Anne Frank

di Ambra Sansolini

L’episodio centrale

L’episodio degli adesivi raffiguranti Anne Frank, attaccati sulle barriere della Curva Sud dello Stadio Olimpico di Roma, ha aperto un caso. Si è creato un vespaio di pareri discordanti. Idee politiche, opinioni di tifoserie calcisticamente rivali, pregiudizi, giudizi, alibi a gesti inconcepibili, insulti ai giornalisti, ritenuti di veicolare notizie di parte. Non è mio interesse esaminare tutto questo. Ma ciò che più mi è rimasto impresso, è come dalla violenza nasca solo altra violenza. Perché, da un fatto simile, non è scaturito invece, un sano confronto tra correnti ideologiche diverse e colori calcistici opposti?

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La violenza economica : un altro abuso invisibile

di Ambra Sansolini

Una forma subdola di violenza

La violenza economica, come quella psicologica, è difficile da individuare. Non lascia tracce visibili o prove eclatanti, per cui è complicato riconoscerla anche da parte delle vittime.

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In quale ambito sociale si compie

Tale fenomeno avviene all’interno del nucleo familiare. E’ espressione dell’abuso di potere da parte del coniuge o compagno. Un’analoga forma di assoggettamento, la troviamo nel mondo del lavoro. Infatti la famiglia, non è che il microcosmo della società.

Chi è il carnefice

La violenza economica è perpetrata dall’uomo, nel ruolo di marito o compagno. Ciò è riconducibile al sostrato storico e culturale, che lo associa alla figura del “pater familias”.

 

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La violenza psicologica : i segni invisibili dell’anima

di Ambra Sansolini

Pregiudizi sociali

La violenza psicologica è ancora poco conosciuta. Quante volte abbiamo sentito dire : “Perché, se la picchiava, non l’ha lasciato?” Oppure: “In fondo se l’è cercata!” Queste sono solamente alcune delle frasi più diffuse tra la gente comune.

La giusta domanda da porsi, sarebbe invece : “Perché la donna non reagiva alla violenza subita?” La risposta la troviamo nella violenza psicologica, che prepara il terreno a quella fisica.

Cos’è la violenza psicologica

Il tratto peculiare di questo tipo di violenza, è l’invisibilità dei danni che cagiona. Riguarda sia l’ambito familiare che quello lavorativo (sfociando poi nel mobbing). In essa rientrano le umiliazioni, le denigrazioni, le accuse calunniose e diffamanti, tutti i tipi di coercizione, il ricatto, il silenzio usato ad hoc, le offese e la provocazione continua. Si manifesta con azioni e omissioni.

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La violenza in numeri : quando a parlare sono le cifre

di Ambra Sansolini

La violenza di genere non si arresta : i numeri sono eclatanti.

Secondo l’ANSA, oltre cento donne ogni anno, in Italia, vengono uccise da uomini : compagni/mariti, ex compagni/ex mariti. Innumerevoli le violenze quotidiane che sfuggono alle statistiche : si tratta delle vittime che non ricorrono alle denunce. Si stima, secondo l’Istat, che siano circa 7 milioni quelle che nel corso della propria vita, hanno subito una forma di abuso. Il femminicidio non ha età, né classe sociale :  riguarda le giovanissime (15 anni) così come le signore anziane ( 70 anni e oltre), casalinghe,  libere professioniste, impiegate etc.

Nel 2017 la media è sconcertante : una donna uccisa ogni tre giorni. Nella maggiornaza dei casi, la tragedia si consuma all’interno dell’ambito familiare.

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