Come oggetti

di Umberta Di Stefano

Usi gli oggetti non le persone
Queste puoi amarle o meno.
Quando permetti d’essere usato
come un oggetto,
la tua anima si spegne man mano…
Dai il consenso agli altri
di giocare con i tuoi sentimenti
che cadono in un abisso senza fondo.
Ti senti futile come essere umano
e ciò comporta
non darti più un valore…


Non ti stai rispettando:
Amare le persone è totalmente diverso
Le ammiri e ne godi l’essenza.
L’amore fa sì che tutto ciò che verrà
sbocci ogni giorno, anche sotto la pioggia.
Chi ci usa, senza inchinarsi al nostro cuore
Senza entrare dalla porta principale dell’anima,
sa di tutto tranne d’amore
E l’umiliazione che infliggerà,
indietro gli darà solo
Una vita vuota
senza lottare per conquistare
non ha mai seminato frutti ma ortica.

Parafrasi

di Ambra Sansolini

Con questa poesia, ricordiamo che alla base di ogni tipo di violenza, c’è sempre una visione dell’altro come oggetto. Da ciò nasce il possesso, la mancata rassegnazione alla fine di una relazione e tutto ciò che ne consegue. Per essere amati, bisogna prima amarsi. Quando lasciamo che qualcuno non ci rispetti, i primi a farlo, in fondo, siamo noi. Conoscere i segnali di un rapporto malato, sapere cosa sia la violenza psicologica e il gaslighting, sono cose fondamentali. La domanda che spesso ricorre è “come faccio a riconoscere l’amore dalla violenza”? La risposta, al di là di tutte le informazioni specifiche sul fenomeno, è semplicissima: l’amore, quando arriva, lo riconosci perché non fa male. Non giudica, non ti vuole diversa, non isola, non disprezza, non si prende gioco delle tue fragilità, non divora, non possiede. L’amore accetta, unisce, loda, cura le ferite e rende speciali le debolezze, assapora, lascia andare. L’amore è figlio della libertà e del rispetto. Ciò che vogliamo sottolineare, è la possibilità non solo di prevenire situazioni di violenza, ma anche di poterne uscire. Si può arrivare fuori dal tunnel, attraverso un processo di consapevolezza e guarigione. Occorre combattere contro un intero sistema ed è chiaro quanto questo sia complicato. Ogni tipo di sopruso spezza il ritmo della vita, sottrae tempo al tempo, lascia ferite indelebili e cicatrici profonde. Dirvi che se ne esca senza alcuna sofferenza, sarebbe una grossa bugia e una dolorosa illusione. Ma chi pagherà tutti gli effetti delle violenze compiute, sarà il carnefice. In verità voi avrete l’opportunità per scoprire qualità che non avreste mai pensato di possedere e questa conquista, può significare non avere subito alcuna conseguenza. Il fatto di non esservi perse nell’accanito tentativo di distruzione messo in atto dall’aguzzino, vuol dire che vi siete ritrovate. Tornerete ad amare, però prima amandovi; riprenderete a sorridere, non per far contento qualcuno, ma per essere felici voi. Sarete più belle, perché imparerete a farvi belle per voi stesse. E lui che fine farà? La sua più grossa condanna, non sarà il Giudice ad emetterla o una qualsiasi altra persona, perché questa già se l’è data da solo nel momento in cui ha deciso di seminare male, lacrime e dolore. Vivrà nel vuoto totale e nella convinzione di avere sempre tutto e tutti in pugno, finché aprendo la mano, troverà solo una manciata di sabbia. Allora alzerà lo sguardo e vedrà volare il gabbiano all’orizzonte, fiero e libero nella maestosità del cielo. Chi è il gabbiano? Ognuna di voi…

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