La violenza compiuta dalle Istituzioni. Quando a pagare sono donne e bambini

 

Articolo tratto dall’Associazione Olafa

Introduzione

Sono ormai innumerevoli a Torino i casi in cui le donne, vittime di violenze, subiscono le umiliazioni e le discriminazioni proprio dalle Istituzioni. È quanto sta accadendo alla Dr.ssa Olga Chernikova, la madre di Alessandro Digiorgio. Il tribunale per i Minorenni della città piemontese ha arrecato un danno enorme a questo bambino, vittima delle torture e dei maltrattamenti da parte del padre e precedentemente da parte degli educatori della comunità “Altalena”. Un oltraggio alla Giustizia italiana e allo Stato. Ogni magistrato dovrebbe essere chiamato a rispondere con coerenza ai reati, applicando le norme adattabili a ogni altro cittadino e quelle inerenti alla qualità di pubblico ufficiale per le fattispecie delittuose, compiute nell’esercizio delle funzioni.

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A Torino traffico di esseri umani e minori. L’Associazione Olafa lotta per la giustizia.

 

L’associazione OLAFA sta indagando circa i numerosi casi di torture, maltrattamenti, omicidi, aggressioni, rapimenti, traffico illegale, vendita dei minorenni e le presunte attività criminali a Torino e su tutto il territorio italiano. L’autorità torinese ha fatto da intermediario in alcune delle più vaste attività criminali internazionali degli ultimi venti anni. È confermato con certezza assoluta che la città ha piena responsabilità per i crimini organizzati, le frodi finanziarie, la corruzione pubblica e tutte le altre attività criminali tradizionali. I rapimenti di neonati negli ospedali italiani vengono organizzati da parte dei servizi sociali: sono state colpite regioni quali  le Marche, il Trentino-Alto Adige e l’Abruzzo.

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Manifestazione-corteo a Milano per i diritti dei minori e delle famiglie di origine

 

Ricordiamo a tutti l’importante corteo che si terrà domani a Milano dalle ore 15 alle 20. La partenza è alle ore 16 dalla Stazione Centrale, l’arrivo è previsto in Piazza Duomo.

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La “rivittimizzazione” della donna che denuncia l’uomo violento: i bambini sottratti alle madri

 

 

 

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Abbiamo già analizzato cosa succede quando una donna ha un figlio con l’uomo maltrattante e sporge una denuncia per gli abusi subiti: deve affrontare tutto l’iter dell’affido del minore, che molte volte e senza reali motivi viene sottratto a entrambi i genitori e messo in una casa famiglia. Si tratta di una situazione che i media non presentano quasi mai. Solo chi ha conosciuto l’atroce macchina della giustizia minorile, sa di cosa stiamo parlando. Sembra che questo enorme problema sia totalmente scisso dalla violenza sulle donne. E invece costituisce uno dei principali motivi per cui le vittime spesso non denunciano il carnefice e non riescono a lasciarlo: hanno paura di perdere i loro bambini. Dobbiamo ricordare che la minaccia ricorrente dell’uomo violento è proprio quella di togliere i figli alla ex moglie o compagna: un altro modo per uccidere e punire colei che si è permessa di chiudere la relazione. Una scappatoia che equivale a far morire dentro la donna, senza tuttavia diventare colpevole di un reato. Infatti, tutto ciò è sancito e legalizzato dallo Stato italiano. Nel momento in cui viene sporta una denuncia per maltrattamenti in famiglia, automaticamente si perde il sacro santo diritto di fare i genitori: sulla vita del proprio figlio decideranno Giudici, Psicologi e Assistenti sociali.

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