La scrittura come missione

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Scrivere un romanzo su un argomento così delicato è una missione. Vorrei non ascoltare mai più storie come quella presa in esame in queste pagine. Sono così vicina a tale piaga sociale, perché anche io sono stata vittima di violenza. So bene cosa si prova e penso che a salvarmi sia stata proprio la scrittura.

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La nascita del romanzo

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Un giorno ebbi l’occasione di ascoltare una lunga storia di violenza di quella che era una ragazza ingenua e che oggi è una donna forte e coraggiosa. Quindici anni e oltre di soprusi, vessazioni di ogni tipo, che l’hanno accompagnata dal periodo della gioventù fino all’ingresso nel mondo degli adulti. Ne parlai per caso con un mio amico, il quale scherzando, disse: «Su questo racconto ne uscirebbe fuori un romanzo!» Sapete una di quelle cose, buttate là così, tanto per dire? Ecco com’è nata l’idea del romanzo: dal momento in cui ho realizzato di scriverlo, per me era già un qualcosa di vivente.

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Le ali di carta: il romanzo spicca il volo

 

Il romanzo “Su ali di farfalla” è disponibile anche nella versione cartacea, ordinabile da qui 

Intanto il libro è volato anche sulla sua Pagina ufficiale di Facebook  https://m.facebook.com/sualidifarfallavoloviolenzaliberta/

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L’antitesi della vita

L’uomo NARCISISTA torna sempre. Non per amore, ma perché non accetta il rifiuto. Deve sempre dire l’ultima: non per chiarire qualcosa, ma per affermare il suo potere. L’ultima parola deve essere la sua; l’ultima mail la sua. Non puoi osare non rispondergli. Il silenzio può essere usato solo da lui per manipolarti a suo piacimento. Ma tu non puoi tacere, se egli ti fa una domanda.

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“Attento a lei”: storia di un abuso narcisistico

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Oggi analizziamo un brano musicale di Antonello Venditti, intitolato “Attento a lei”. In questa canzone si delinea perfettamente un quadro di abuso narcisistico, compiuto da una donna ai danni dei suoi partner. Con ciò ricordiamo che il nostro sito prende in esame soprattutto la violenza sulle donne, ma l’intento non è affatto quello di dividere e creare astio tra i due sessi. Nessuno vuole far passare gli uomini come mostri. Ci auspichiamo invece una reale parità e uguaglianza, lontane dai modelli patriarcali e retrogradi del nostro sostrato culturale. I dati allarmanti della situazione in Italia ci parlano di creature femminili come vittime all’interno di contesti familiari. Anche per motivi ormonali e biologici, lo spicchio di mondo a tinte rosa è meno portato all’aggressività e alla violenza: in quel caso si tratta infatti di abusi per lo più psicologici.

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Mario Bragaglia e quella violenza psicologica vinta con il sorriso

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare ancora Mario Bragaglia, in arte Brandon Braching, relativamente al tema della violenza psicologica. Qualche giorno fa, è stato inserito sul sito un test per accertare quanto sia drammaticamente diffuso questo tipo di abuso. Dal sondaggio effettuato è venuto fuori che le persone maggiormente colpite sono quelle sicure di sé, dal carattere forte e capaci di prendere sempre una posizione. In effetti lo scopo principale della vessazione psicologica è proprio quello di minare l’autostima dell’altro. Non c’è nulla di più sbagliato che considerare la violenza come un fenomeno riguardante esclusivamente le persone deboli: in verità accade soprattutto a quelle forti per cercare di indebolirle. Sono invece sempre fragili coloro che la compiono.

Fai anche tu il test

Mario, sei mai stato vittima di violenza psicologica?

Sì, mi è capitato numerose volte.

Questi episodi avvenivano soprattutto tramite azioni oppure parole?

Gli attacchi brutali erano verbali. Ci sono alcune parole che feriscono più delle lame e ti fanno sentire morto dentro.

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A tu per tu con Agnese: l’immobilità dell’anima

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

 

Violenza psicologica e dipendenza affettiva. Ormai ne sentiamo parlare tanto, perché rendono la donna inerme nelle mani del suo carnefice. Psicologi e Psichiatri possono spiegarci meglio questi fenomeni, ma venire a contatto con le sensazioni di chi ci è passato può aiutare a riconoscersi in certe descrizioni. Cosa prova la vittima in quei momenti? Perché anche la più forte diventa improvvisamente fragile e incapace di reagire? Nel romanzo “Su ali di farfalla” si parla anche di questo. Ma per non dilungarci troppo, sono state saltate alcune parti del racconto di Agnese. Riprendiamo quelle dichiarazioni, con lo scopo di rendere chiaro il motivo per cui è sbagliato definirle “donne fragili” e ancora di più giudicarle perché non lasciavano il loro compagno o marito.

Leggi la presentazione del romanzo 

«Sentiva in cuor suo di voler prendere una decisione senza tuttavia riuscire a farlo» (“Su ali di farfalla”, terza parte). Agnese, perché non riuscivi a decidere? Cosa ti bloccava?

Non è facile spiegare cosa si prova in quei momenti. La confusione è così profonda che non riesci più a capire cosa vuoi davvero. Volevo lasciare Leonardo, ma quando ero sul punto di farlo, puntualmente non ce la facevo.

Facciamo un passo indietro. Per quale motivo sentivi il desiderio di lasciare Leonardo?

Mi ero accorta che non era più il fidanzato dolce, premuroso e romantico dei primi tempi.

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Lentamente si muore a causa della violenza psicologica

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Non si muore solo con una pallottola o una lama. Si muore ogni giorno, quando un uomo si arroga il diritto di sentirsi superiore. Stiamo parlando della violenza psicologica all’interno della coppia, che può portare anche al decesso della vittima. Umiliazioni, silenzi, provocazioni continue. L’intento di soggiogare la donna con la paura e il ricatto. Un incubo che dura anni e nessuno vede, se non chi lo vive. Le conseguenze sono deleterie. Riconoscerlo, si può. Non esiste un limite preciso tra una semplice offesa o mancanza di rispetto e la violenza psicologica. Perché si tratti di quest’ultima, bisogna notare la reiterazione degli episodi e le sensazioni della donna, che sa per certo di stare male, ma non conosce bene le ragioni di quel malessere.

Se ti senti così…

Se ti vedi brutta, ti percepisci incapace, non all’altezza, inadeguata. Se non sai stirare bene le camicie e non pulisci alla perfezione. Se le faccende di casa sono unicamente affar tuo. Se non ti senti libera e a tuo agio nell’ambiente domestico. Se ogni volta che sogni di fare qualcosa, puntualmente arriva lui a ricordarti che non ce la farai e stai solo perdendo tempo. Se tutto ciò che pratichi non è degno di stima e attenzione. Se la colpa è sempre la tua. Se sei la bambina cattiva da educare e punire. Se, quando non fai come dice lui, sei una poco di buono. Se riesce a farti compiere azioni lontane dal tuo codice etico e morale. Se, in virtù di alcuni valori, ti sottopone a pressioni e insiste nel chiederti qualcosa. Se, mentre piangi per le offese ricevute, ti deride e si prende gioco persino del dolore che ha causato lui. Se non puoi permetterti di rispondergli con un secco no. Se tutto ciò che proponi e progetti non trova mai realizzazione concreta, perché egli sa come mandarlo all’aria. Se non puoi gestire l’economia della famiglia, perché l’unico a disporre dei soldi è lui. Se vivi tutto questo, sei dentro alla violenza psicologica.

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