L’altra faccia della violenza sulle donne. Quando a pagare sono anche i loro figli

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Ci sono momenti in cui neppure uno scrittore riesce a trovare le giuste parole. Questo è ciò che è accaduto a me, da quando una donna ha rilasciato il materiale relativo alla sua assurda vicenda di violenza. Da mesi ho in mano quegli allegati, che leggo e rileggo, senza riuscire a trovare il modo di iniziare l’articolo. Non so da che parte cominciare. Ogni volta che provo a scrivere, mi sento un nodo in gola. La schermata bianca del PC, per la prima volta, mi fa paura, perché so che devo riempirla con il dolore immenso di una madre e un bambino.
Allora mi pongo una domanda, semplice e chiara: se faccio così fatica io, che devo solamente trovare il modo di dar voce all’atroce sofferenza, cosa stanno vivendo queste due creature innocenti?

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Figlio dell’amore

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Alcuni tragici fatti di cronaca ci parlano di bambini innocenti, coinvolti in storie di FEMMINICIDIO. La cieca rabbia dell’uomo di punire in qualche modo la donna non risparmia neppure i figli. Ho inventato un breve racconto, cercando di portare alla luce il pensiero di chi, in quell’amore malato, ci si trova dentro senza possibilità di scelta e alcuna responsabilità. Perché, se è atroce e assurdo accettare che chi diceva di amare quella donna, sia in grado poi di ucciderla, lo è ancora di più  quando lo stesso toglie la vita persino a un figlio.

 

Ciao a tutti,
mi chiamo Daniele e ho sette anni. Mi piace giocare a calcio e adoro le macchinine: ne ho moltissime e di tutti i colori. Frequento la seconda elementare e la mie materie preferite sono la geografia e la matematica. Per questo gli adulti mi dicono che da grande potrei fare l’esploratore o il geologo: in effetti mi vedrei bene in quei magnifici posti, che ammiriamo nei documentari. Però in fondo potrei anche fare il medico o il veterinario, in modo da mettere a frutto le mie capacità per il bene degli altri. Dove sta scritto che solamente le femminucce debbano svolgere professioni di aiuto e sostegno ai meno fortunati? Ora che ci penso bene, visto che mi piacerebbe stare al servizio dei cittadini, potrei fare anche il poliziotto o il carabiniere. Con me starebbero tutti al sicuro! Prima o poi chiunque ha bisogno di un agente delle Forze dell’Ordine. Sarebbe bello sentirsi essenziale per gli altri. E il pompiere? Caspita! I pompieri sono angeli scesi sulla terra. Mia madre mi dice sempre che la vera forza non è quella fisica. Non serve un’arma per sentirsi forti. La mia mamma mi ha insegnato che dobbiamo dare alle persone, ma dando veramente noi stessi. Non per sentirci unici o indispensabili, perché poi lei mi ricorda che c’è qualcuno sopra a noi: uno davvero potente e immensamente buono. Ma la sua potenza non consiste nella ricchezza, nella forza bruta o nella prepotenza. Dice che sta tutto nelle mani del tale in questione e mi ripete che siamo nulla rispetto all’immensità dell’universo.

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Il diritto dei minori comincia con il diritto ad avere una famiglia e a vivere in famiglia

 

di Ambra Sansolini

 

Il 21 Dicembre, presso la sala Nilde Iotti di Palazzo Theodoli Bianchelli a Roma, si è tenuta una conferenza con gli addetti ai lavori e non, per trattare il tema del diritto dei minori di crescere in famiglia. Lo scopo di questa che è stata una delle tante iniziative, è quello di mettere fine alla drastica ed inconcepibile separazione dei figli dai genitori biologici. L’incontro è stato presieduto dall’Onorevole dell’Udc, Paola Binetti, molto vicina a questo tema, che lo scorso 15 Novembre ha presentato una mozione per arginare la drammatica situazione. Tra i relatori hanno preso parte anche il Direttore dell’Associazione nazionale familiaristi italiani, Massimo Rosselli del Turco e l’Avvocato Carlo Priolo, esperto in allontanamento dei minori.

Introduzione

In Italia ci sono circa 40000 bambini nelle case famiglia, rispetto alla media europea che si aggira attorno ai 6000. Questo dato la dice già lunga circa un fenomeno complesso, che come espresso dalla deputata Binetti nell’ultima mozione presentata alla Camera, crea «sacche di sofferenza del tutto estranee al dettato originale della norma».
Come mai nel nostro Paese, c’è questo numero spropositato di minori, inseriti nelle suddette strutture? Cosa si nasconde sotto quest’atroce macchina che separa i figli dai genitori, privando gli uni e gli altri di un diritto fondamentale, che è quello di avere una famiglia? Secondo quali criteri avviene tutto ciò? Esistono delle normative in merito?

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