Casa della Partecipazione di Maccarese: presentazione del romanzo “Su ali di farfalla. Il volo dalla violenza alla libertà”

Il giorno 12 aprile 2018, durante il convegno che si è tenuto presso la Casa della Partecipazione di Maccarese (Fiumicino), è stato presentato per la prima volta il romanzo “Su ali di farfalla. Il volo dalla violenza alla libertà”, scritto da Ambra Sansolini.

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La nascita del romanzo

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Un giorno ebbi l’occasione di ascoltare una lunga storia di violenza di quella che era una ragazza ingenua e che oggi è una donna forte e coraggiosa. Quindici anni e oltre di soprusi, vessazioni di ogni tipo, che l’hanno accompagnata dal periodo della gioventù fino all’ingresso nel mondo degli adulti. Ne parlai per caso con un mio amico, il quale scherzando, disse: «Su questo racconto ne uscirebbe fuori un romanzo!» Sapete una di quelle cose, buttate là così, tanto per dire? Ecco com’è nata l’idea del romanzo: dal momento in cui ho realizzato di scriverlo, per me era già un qualcosa di vivente.

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Le ali di carta: il romanzo spicca il volo

 

Il romanzo “Su ali di farfalla” è disponibile anche nella versione cartacea, ordinabile da qui 

Intanto il libro è volato anche sulla sua Pagina ufficiale di Facebook  https://m.facebook.com/sualidifarfallavoloviolenzaliberta/

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Un premio per i lettori

 

Un premio per i nostri lettori:

“Leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso alla immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggendo romanzi sfuggiamo all’angoscia che ci coglie quando cerchiamo di dire qualcosa di vero sul mondo reale.
Questa è la funzione terapeutica della narrativa e la ragione per cui gli uomini, dagli inizi dell’umanità, raccontano storie. Che è poi la funzione dei miti: dar forma al disordine dell’esperienza”.
(Umberto Eco)

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Presentazione romanzo: “Su ali di farfalla”

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Il romanzo tratta il tema della violenza sulle donne. La vicenda narra una storia realmente accaduta, attraverso la quale vengono indicati gli strumenti per riconoscere i segnali di un rapporto pericoloso e i mezzi per uscirne. L’intera opera si snoda attorno alla metafora degli stadi di sviluppo della farfalla: dal guscio dell’uovo, al bozzolo, per poi giungere alla crisalide e al lepidottero colorato, che vediamo volare liberamente sui prati verdi. Il libro delinea un quadro difficile e duro della realtà, in cui le vittime sono costrette a lottare non solo contro il carnefice, ma contro un intero sistema. Pertanto, si propone anche di denunciare alcune verità, troppo spesso taciute dai mass media. Lo scopo è quello di far capire che esistono innumerevoli modi per uccidere una donna, molti dei quali non prevedono spargimento di sangue. La nostra protagonista, Agnese, è stata uccisa innumerevoli volte, anche da chi avrebbe dovuto difenderla e invece l’ha lasciata nelle mani sadiche del suo aguzzino. Che ruolo hanno le Istituzioni in questa piaga sociale? Come ha fatto la fanciulla a prendere il volo verso la libertà?

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Prima parte

Nella prima parte si parla della vita di Agnese precedente all’incontro con l’abusante, Leonardo. Tutto ciò, perché è importante mettere in evidenza quali siano i tratti principali che attirano questi uomini. Infatti va sottolineato che ci sono alcune donne più predisposte a relazioni pericolose: “sono quelle che amano troppo”. C’è un punto fondamentale su cui riflettere: l’aggancio. Occorre capire quale sia stato l’anello che ha permesso al carnefice di catturare a sé la vittima. Spesso, ci sono fasi della vita, in cui una persona magari è più fragile ed è proprio in quelle debolezze che va a insinuarsi il “predatore sociale”. Mostrare le proprie ferite può esporre a situazioni simili, perché gli squali, si sa, sono attirati dal sangue. Nessuno arriva dicendoti “ciao sono un mostro”, altrimenti sarebbe facile sfuggirgli. Arriva invece vestito dei tuoi sogni e desideri, indossando ciò di cui hai più bisogno. Si traveste da salvatore o all’opposto da colui che deve essere salvato. Infatti, è attraverso una sagace finzione che il soggetto violento getta la rete per la trappola. Pertanto, uno dei traumi più grandi per la donna è scoprire come la storia d’amore per la quale si è lasciata distruggere, in verità, non sia mai esistita.

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