La violenza compiuta dalle Istituzioni. Quando a pagare sono donne e bambini

 

Articolo tratto dall’Associazione Olafa

Introduzione

Sono ormai innumerevoli a Torino i casi in cui le donne, vittime di violenze, subiscono le umiliazioni e le discriminazioni proprio dalle Istituzioni. È quanto sta accadendo alla Dr.ssa Olga Chernikova, la madre di Alessandro Digiorgio. Il tribunale per i Minorenni della città piemontese ha arrecato un danno enorme a questo bambino, vittima delle torture e dei maltrattamenti da parte del padre e precedentemente da parte degli educatori della comunità “Altalena”. Un oltraggio alla Giustizia italiana e allo Stato. Ogni magistrato dovrebbe essere chiamato a rispondere con coerenza ai reati, applicando le norme adattabili a ogni altro cittadino e quelle inerenti alla qualità di pubblico ufficiale per le fattispecie delittuose, compiute nell’esercizio delle funzioni.

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“Su ali di farfalla”: quando la violenza diventa una lezione d’amore

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

“Su ali di farfalla”: un romanzo che, attraverso la violenza, parla dell’amore. Nessuno si chiede mai quali sogni, speranze e desideri hanno trascinato le donne in storie pericolose. Eppure, è stato proprio il bisogno di donare e ricevere amore a condurle in quel precipizio. Allora, cosa dobbiamo insegnare alle ragazze di oggi? Evitare l’amore equivale a salvarsi dalla violenza?
E soprattutto, in che modo tornare a nutrire il più alto dei sentimenti, dopo che si è uscite dal tunnel?

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Il vademecum della salvezza per le donne vittime di violenza

 

Il romanzo “Su ali di farfalla” offre ai lettori una sorta di vademecum finale nel quale trovare consigli pratici per sfuggire a un uomo violento o, quanto meno, arginare i danni soprattutto in caso di separazione o divorzio con figli in comune.

Il vero dramma della violenza sulle donne è che l’atroce sofferenza  non termina con la denuncia e la fine della relazione. Le azioni malevole del maltrattante continuano attraverso i cavilli di una Giustizia minorile, che al momento regala più spunti di abusi al carnefice che protezione alle vittime di violenza e ai loro figli.

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donne contro le Donne: una sorellanza inesistente

 

di Ambra Sansolini

Troppe volte diamo per scontato che la violenza sulle donne proviene  sempre dagli uomini. E invece no. Spesso sono le stesse donne a stare contro le Donne.

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La violenza sulle madri e quei diritti ancora negati alle donne

 

  • La violenza sulle madri è la prima conseguenza dei diritti negati alle donne.

Abbiamo analizzato cosa accade a coloro che decidono di uscire dalla violenza e denunciano l’aguzzino. Il danno inestimabile alla maternità passa attraverso i cavilli di una Legge leggera, che facilita le giustificazioni agli atti dell’uomo violento e colpevolizza la vittima.

Ma come ci si arriva a questo calvario?

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La violenza sulle madri: il volto più atroce della violenza sulle donne

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

Bisogna introdurre una nuova espressione: violenza sulle madri. Tutto ciò, perché, dire violenza sulle donna non rende giustizia all’intera realtà dei fatti. Dobbiamo porci una domanda molto semplice: cosa succede, se a subire le vessazioni di un uomo è una donna che è anche madre? Quante possibilità ha di sfuggire al suo aguzzino e sognare finalmente una vita serena? Cosa accade quando trova il coraggio di denunciare gli abusi e lasciare il compagno o marito?

Per comprendere al meglio tutto questo, oggi raccontiamo una storia vera di violenza su una madre.

Dalla favola all’incubo

Un amore da favola, trasformato in un incubo. Un uomo dolce e premuroso, che diventa un mostro. L’inizio della violenza psicologica. Poi quella fisica. La confusione di una donna, ormai distrutta nell’autostima. La speranza di poter ancora cambiare colui che, dal primo momento, ha escogitato tutto: arrivare a fingere un amore per annientare una persona. La nascita del figlio e l’inizio di un nuovo capitolo di vita. Poiché diventare madre è la cosa più bella al mondo. Però, neppure una nuova vita, innocente e pura, può fare miracoli. Soprattutto quando da una parte c’è colei che ha amato e creduto, dall’altra un soggetto patologico, che trascina la sua misera esistenza per spegnere le luce degli altri. Per quel bambino, di nome Roberto, la madre riesce a reagire alle violenze, lasciando il marito. Sogna così di vivere dei giorni più sereni e salvare il piccolo da un clima angosciante e deleterio.
Una relazione tra uomo e donna può anche finire. Ma questo non è normalmente possibile, se uno dei membri della coppia è un narcisista perverso o uno psicopatico. Qualora si fanno figli con un individuo simile, l’inferno non sarà più una punizione divina ma la costante della propria vita terrena.
Roberto diventa così, in breve tempo, l’arma migliore nelle sadiche mani dell’uomo. Valentina ha osato disobbedirgli, sfuggendo alla schiavitù e va punita.

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Un sistema malato: il reale problema della violenza sulle donne

Il romanzo “Su ali di farfalla” mette in risalto il reale problema della violenza sulle donne: il sistema che dovrebbe tutelarle non funziona in maniera adeguata.

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I bulli del web: una violenza virtuale e atrocemente reale

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Quanto è facile fare i bulli dietro allo schermo di un PC o di un cellulare? Il cyberbullismo è una delle manifestazioni, insieme alla violenza sulle donne, di una società narcisistica e piena di frustrazioni, nella quale soverchiare l’altro fa sentire forti e sicuri. Solitamente il fenomeno riguarda i giovani e i giovanissimi anche preadolescenziali eppure non lascia indenne il mondo degli adulti, dove si nasconde non di rado qualche vigliacco del web.

Quali sono i motivi alla base di questo fenomeno?

Come per tutte le forme di violenza, non esistono motivi o giustificazioni capaci di spiegare certi atteggiamenti. Il più delle volte l’autore del misfatto non conosce l’individuo bersaglio. Si tratta di accanimenti che avvengono per invidia, gelosia o semplicemente per il piacere di arrecare sofferenza a qualcuno. Pertanto, bisogna soffermarsi sul profilo dell’offender.

Perché sta diventando una violenza sempre più frequente?

Certamente il fatto di non esporsi fisicamente ma di restare dietro lo schermo, facilita l’azione del predatore. Purtroppo, ancora si pensa erroneamente che il web sia il luogo dove tutto è possibile. Il paese dell’anonimato. E invece in nessun altro posto resta traccia di ogni mossa come sulla rete Internet. Qualsiasi operazione viene impressa e tradotta in codici specifici indelebili.

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