“Attento a lei”: storia di un abuso narcisistico

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Oggi analizziamo un brano musicale di Antonello Venditti, intitolato “Attento a lei”. In questa canzone si delinea perfettamente un quadro di abuso narcisistico, compiuto da una donna ai danni dei suoi partner. Con ciò ricordiamo che il nostro sito prende in esame soprattutto la violenza sulle donne, ma l’intento non è affatto quello di dividere e creare astio tra i due sessi. Nessuno vuole far passare gli uomini come mostri. Ci auspichiamo invece una reale parità e uguaglianza, lontane dai modelli patriarcali e retrogradi del nostro sostrato culturale. I dati allarmanti della situazione in Italia ci parlano di creature femminili come vittime all’interno di contesti familiari. Anche per motivi ormonali e biologici, lo spicchio di mondo a tinte rosa è meno portato all’aggressività e alla violenza: in quel caso si tratta infatti di abusi per lo più psicologici.

Narcisismo perverso maschile e femminile

Il Disturbo Narcisistico di Personalità colpisce in maggior percentuale gli uomini. Ma questo non vuol dire che le donne ne siano esenti. Certamente ha manifestazioni diverse nei due sessi: i soggetti femminili si rendono artefici soprattutto di violenze psicologiche e manipolazioni mentali, che distruggono lentamente il partner. Gli uomini invece possono arrivare a punte di violenza sadiche e disumane. Tali vessazioni sono la causa del trauma da abuso narcisistico e scatenano nella vittima una serie di conseguenze pesanti sulla qualità della propria vita (dei veri e propri sintomi).

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Cosa succede a stare in una relazione con un/una narcisista perverso/a?

Sulla sintomatologia riscontrabile nelle vittime da abuso narcisistico possono farci luce Psicologi e Psichiatri, ma un effetto certo è che il soggetto sano, reduce da un rapporto simile, ha la sensazione di essere stato devastato. I narcisisti attuano una vera e propria distruzione ai danni del loro partner in un gioco di potere maligno e perverso. Assecondarli in tutto non cambia il destino di colui/colei che è stato scelto/a come preda: arriva prima o poi il momento in cui non rientrerete più nella loro proiezione narcisistica di perfezione.

Leggi i sintomi del trauma da abuso narcisistico

Analisi della canzone “Attento a lei”

Le fasi della relazione con una donna narcisista perversa

Questo brano musicale è incentrato sui consigli di un uomo, che parla all’amico dell’ex compagna, attuale fidanzata di quest’ultimo. Lo scopo è quello di metterlo in guardia da tale donna, della quale sono vittime entrambi gli uomini. Dei due però uno è uscito dalla relazione, a pezzi, ma ne è venuto fuori; l’altro invece ci sta dentro con tutte le scarpe. Pertanto, ciò che li differenzia è il grado di consapevolezza di quanto vissuto, totalmente assente in colui che è ancora avviluppato nelle trame di un rapporto perverso. L’uomo superstite dall’amore malato afferma esplicitamente di aver perso orientamento e dignità. In parole semplici sta descrivendo i primi effetti del trauma da abuso narcisistico: la vittima si sente persa ed è stata calpestata nella sua dignità. Ma com’è avvenuto tutto questo?

La canzone prende in esame la prima fase del rapporto, in cui la donna innalza il partner come un idolo. Siamo nello stadio primitivo, quello immediatamente seguente all’aggancio della preda. L’individuo narcisista proietta sull’altro tutto il suo smodato desiderio di perfezione e attua quello che gli specialisti definiscono “love bombing”: un vero e proprio bombardamento d’amore. In fondo a chi non piace essere il centro della vita di qualcuno? Chi non desidererebbe sentirsi apprezzato, stimato e lodato? Nessuno meglio di un narcisista perverso può saperlo: infatti, nel costruire la sua ragnatela, fa proprio leva sul narcisismo buono presente in ognuno di noi. Questa smisurata manifestazione di “amore” ha, in chi lo riceve, il primo effetto di amare in maniera altrettanto smisurata il/la compagno/a. Pertanto nel testo si dice «l’adorerai come se non esistesse che lei». Far sentire il partner al centro del mondo diventa così il primo e il più potente espediente per diventare il centro dell’esistenza dello stesso. Da questo momento in poi sarà sempre più facile per l’abusante calcare la mano, fare assurde richieste e ricatti morali, soggiogando la preda con una manipolazione mentale sadica e sottile.

Il soggetto narcisista e il sesso

Nelle battute che vengono subito dopo si tocca un tasto molto delicato: il sesso con il soggetto patologico. Chiunque sia stato in una relazione con un/una narcisista perverso/a, sa benissimo di cosa stiamo parlando. Anche il sesso è uno dei tanti mezzi usati per distruggere il partner: che sia tramite l’astinenza programmata oppure attraverso rapporti intimi sadici o masochisti, ma sempre basati sul potere, lo scopo finale è quello di annientare il/la compagno/a persino sotto questo aspetto. Il sesso in fondo è una forma di dialogo e un individuo narcisista manca di qualsiasi capacità comunicativa. Lasciamo intendere come possano essere quegli incontri e questo argomento verrà approfondito dettagliatamente nel nostro sito web. Il testo della canzone recita «e poi farà l’amore come un diavolo, la sentirai come se vivesse solo per te».
La protagonista del romanzo “Su ali di farfalla” in uno dei suoi scritti aveva chiaramente sottolineato come Leonardo, nei momenti d’intimità, si trasformasse in una specie di lupo mannaro. Antonello Venditti qui parla di un diavolo. Chiunque sia stato/a vittima di una/un narcisista, dopo i rapporti sessuali, ha avuto la sensazione di essere stato/a privato/a della propria anima: come se la penetrazione non fosse solo fisica, ma soprattutto mentale. E in effetti un narcisista controlla e possiede. Ma non si accontenta di “possedere” il corpo, vuole dominare ogni parte di voi. Deve entrarvi dentro, nelle vene e nei nervi.

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La seconda fase della relazione

«All’improvviso tutto cambierà e tu poi svanirai, senza sapere un perché». Arriva prima o poi il momento in cui il rapporto simbiotico e di fusione totale, nonché di dipendenza, creato dal soggetto patologico, crolla a contatto con la realtà. La persona precedentemente “amata” diventa d’un tratto invisibile ai suoi occhi. Inizia così la fase della svalutazione: umiliazioni, critiche e acuto sarcasmo prenderanno il posto dei complimenti, delle lodi e degli innalzamenti precedenti. Comincia in questo modo la vera e propria distruzione dell’altro. In questi versi colui che parla, pur essendo uscito dalla relazione tossica, si sente così vicino (in maniera empatica) all’amico che usa il primo soggetto plurale “noi”. Infatti leggiamo: «la cercheremo in ogni angolo e sembrerà come se non fosse mai stata qui». Il rapporto di dipendenza, creato dalla personalità narcisista, apre la strada all’ossessione della vittima. Quest’ultima, nonostante gli allontanamenti e i silenzi ingiustificati, cercherà ovunque il/la partner. Il risultato, che avrà effetti nocivi sulla salute psico-fisica della vittima, è quello di mettere in dubbio tutto ciò che si è vissuto. Colui/colei che ci faceva sentire i migliori, che fine ha fatto? Dov’è? Chi è il/la compagno/a: quello/a dolce e premuroso/a dei primi tempi oppure questo/a cinico/a e spietato/a?
Tanto per tirare in ballo Pirandello, i narcisisti sono uno, nessuno e centomila. Possono stare dappertutto e in nessuna parte. Alternano la presenza ossessiva all’assenza totale, ma anche quest’ultima è sempre una forma di controllo con la quale restano drammaticamente presenti nella mente del/la compagno/a. Camaleontici e manipolatori, sanno plasmarsi perfettamente su ogni realtà. All’apice della destabilizzazione emotiva, mentre hai la sensazione che egli/ella non ci sia mai stato/a, probabilmente a tua insaputa starà dietro l’angolo a godersi la scena di vederti così spaesato/a e distrutto/a.

La vittima durante e dopo il rapporto

L’uomo che vive ancora la relazione con la donna narcisista, poiché subisce i gravi danni della dipendenza affettiva, non riesce a vedere il vero volto della compagna e la giustifica, negando l’evidenza. Davanti all’amico, che tenta di aprirgli gli occhi, pensa “lei non è così”. Il dramma è che una persona ormai distrutta nell’autostima, vive già il forte senso di colpa, innescato dal manipolatore: non avrà la forza per ammettere di avere amato qualcuno in verità mai esistito. Il trauma da abuso narcisistico consiste proprio in questo: elaborare una verità simile è talmente complicato che bisogna affidarsi a un percorso di psicoterapia.

Conseguenze finali del rapporto malato

L’effetto a breve e lungo termine è che non sarai mai più libero: «in una gabbia vivrai dove non pensi che a lei». In poche e semplici parole viene descritta la dipendenza affettiva. Da sottolineare la frase finale “come me”: l’uomo, ormai fuori dalla relazione e consapevole del trauma subìto, resta tuttavia ancora ossessionato dal pensiero della sua ex fidanzata. Non basta uscire da una relazione malata, occorre poi sanare le ferite che la stessa ha procurato con l’aiuto di uno Psicologo.

Conclusioni

La canzone di Venditti illustra i tratti principali di un rapporto con una donna narcisista perversa. Quasi mai si arriva a violenze fisiche e ancor meno all’omicidio. I traumi causati sono dovuti a una subdola manipolazione mentale. Solitamente, in coppia, queste creature femminili tendono a vampirizzare i partner, lasciandoli senza spiegazioni. Lo scarto e il silenzio sono le armi più usate. Non ricorrono a pistole e/o a lame affilate. Senza naturalmente sminuire i danni psico-fisici, cagionati da queste forme di vessazione, abbiamo l’obbligo morale di ricordare che sono le donne a morire per mano di chi diceva di amarle e non il contrario. Il trauma da abuso narcisistico procura seri danni nella vittima, ma con la psicoterapia e l’aiuto di esperti, nonostante le ferite nell’anima, è possibile uscirne. Invece, quando un uomo narcisista perverso ha deciso di distruggere una donna, la manipolazione mentale è solo il trampolino di lancio per tutte le gravi violenze che farà da lì in poi. Un narcisista al maschile raramente si ferma nel suo piano diabolico di distruzione dell’ex compagna/moglie. Ancor meno se si tratta di uno psicopatico. Conoscere ciò di cui sono capaci può salvare la vita a molte persone.

4 pensieri riguardo ““Attento a lei”: storia di un abuso narcisistico”

  1. Ciao a tutti,
    sono uscito da un mese e mezzo da una relazione con una donna narcisista e ti confermo che quanto scritto rispecchia esattamente quello che ho subito.
    La cosa è durata dieci mesi, e non appena mi sono reso conto del baratro in cui stavo cadendo,grazie a Dio, qualcuno lassù mi ha dato la forza di troncare di netto la relazione ed uscirne.
    Pur consapevole del male subito non riesco a liberarmi dell’alone malefico di questa persona.
    Approfitto per chiedere se prossimamente ci sono in programma degli incontri dedicati alle vittime da rapporto narcisista.
    Grazie
    Marco

    1. Quanto ti capisco!
      E’ da un anno che sono intrappolata in una relazione del genere…Ho 25 anni e sono una ragazza piena di positivita’ e solarita’.Grazie a questi maledetti social, ho conosciuto il mio partner nocivo attuale: pensa un po’, mi ha scritto il giorno del mio compleanno ( pensa te che bel regalino caduto dal cielo!)
      Da allora mi scriveva assiduamente, ossessivamente e ad ogni santa ora del giorno con gentilezze, complimenti…Dopo neppure 3 settimane, Baaaang! Prime critiche, evitamenti e pianti fasulli via telefono per farmi sentire in colpa del fatto che uscissi con le mie amiche mentre lui era a casa da solo. Anche in presenza delle mie amiche fa battuttine e osservazioni maligne celate da toni ironici e sarcastici: mai un apprezzamento, mai un complimento….Neppure a pagarlo oro! Io stessa mi chiedo come faccia ad essere attratta da un essere indecente come lui.Non riesco a lasciarlo! Non ha nessuna nota positiva: e’ lunatico, negativo , ignorante, abusa di canne, sperpera e dilapida i suoi soldi in cavolate, e’ nervoso e imprevedibile. Cosa peggiore: e’ immaturo, i suoi litigi creati ad hoc sono interminabili e privi di discorsi logici, giustifica le sue azioni cattive e irrispettose rinfacciandomi mancanze lievi di un anno fa….E’ vendicativo, geloso, malpensante e invidioso. Insomma…un mix di ingredienti letali. Lui ha 29 anni ma ne dimostra 3 per il modo in cui reagisce alle discussioni.Una vita con questi essere e’ impossibile, un vero e proprio supplizio. La cosa assurda e’ che ho avuto l’ occasione si conoscere ragazzi migliori, ma il suo pensiero ossessivo me lo ha impedito, ha fatto si che non vedessi piu’ nulla di interessante in qualsiasi altro ragazzo. Ho perso interesse verso chiunque a causa sua.

      1. Ciao ally,

        La destabilizzazione emotiva in cui i manipolatori riescono a gettare le loro vittime è immensa e deleteria. Il dramma è che, pur avendo consapevolezza del male ricevuto, risulta davvero complicato lasciarli. Ma è altresì vero che più si temporeggia in una relazione simile, più l’autostima cala e con essa la forza di volontà.
        La domanda che dobbiamo farci è una: vale davvero la pena restare in una relazione simile oppure meritiamo di meglio? Quando si parla di ossessione, non esiste l’amore. Questo ragazzo ti è entrato nella mente, attraverso le sue scaltre manipolazioni. Prima ti ha messo al centro del suo mondo per poi scaraventarti negli abissi. Stai forse aspettando che l’altalena salga ancora e ti riporti tra le stelle? Forse ti lega a lui l’adrenalina che provi con le sue azioni imprevedibili ed estreme? Oppure pensi di poter “guarire” un soggetto anestetizzato alle emozioni?
        Nel mio romanzo “Su ali di farfalla” la protagonista, secondo un’idea romantica dell’amore, spera mediante il suo sentimento di portare sulla retta via un uomo narcisista e violento.
        Molte volte noi donne ci innamoriamo più dell’idea dell’amore che della persona stessa. Altre, invece, ci ostiniamo a voler essere amate da chi ha il cuore chiuso a chiave. Tutto ciò è connesso a un profondo bisogno di accettazione altrui, per il quale vale il postulato “valgo perché sono amata”. E invece il nostro valore deve prescindere da quello che è in grado di darci una persona.
        In fondo siamo tutti meritevoli di rispetto e amore. Non è colpa nostra se esistono esseri incapaci di empatia e soprattutto non saremo noi a cambiarli.

        Un abbraccio

        Ambra Sansolini

    2. Caro Marco,

      Il trauma da abuso narcisistico va elaborato con il supporto di una psicoterapia. Non è facile ammettere di avere amato una persona mai esistita. I narcisisti ti catapultano in un mondo fittizio, fatto di tenebre e dolore. Quando si prende consapevolezza del proprio vissuto, c’e una prima fase in cui la vittima si colpevolizza e una seconda in cui a dominare è la rabbia. Rabbia per chi è riuscito a farci toccare il fondo. Risulta utile, a tal proposito, anche una terapia bioenergetica in cui è possibile dare sfogo a quella profonda ira. Molte vittime si ammalano proprio per aver represso queste emozioni negative, che invece hanno il diritto di esplodere. Solo dopo questi due stadi, sarà possibile perdonarsi e lasciare andare l’odio e il rancore verso il/la maltrattante.
      Guarire significa non lasciarsi più influenzare in alcun modo dalle malvagità dell’abusante e dal ricordo delle vessazioni passate.
      In fondo, non esiste miglior medicina a questa ferita se non l’amore. Ma affinché questa volta sia tale, dobbiamo prima assicurarci di avere imparato ad amarci. Solo in quel momento, saremo di nuovo pronti per il sentimento più potente e bello della vita. Ma guai ad aspettare che qualcuno ci salvi. Dobbiamo ricostruirci da soli e poi la vita ci regalerà colui/colei che metterà in ordine quei pezzi.

      Sul sito potrà leggere le novità sulle varie presentazioni del mio romanzo “Su ali di farfalla”, incentrato su una storia di violenza con un uomo narcisista.

      Un caro saluto

      Ambra Sansolini

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