Perché esiste la violenza?

 

di Ambra Sansolini

 

Introduzione

Abbiamo intervistato un giovane talento della musica, Mario Bragaglia. Questo ragazzo ha 23 anni, viene da Ceccano, in provincia di Frosinone e nella sua canzone tratta il tema della violenza. Ha un fare cordiale e solare, la grinta e la determinazione tipiche di un sognatore…

Ciao Mario. Come hai iniziato il tuo percorso nella musica? 

«Bentrovati, è un piacere per me. Fin da bambino giocavo a fare il cantante. All’età di otto anni, immaginavo di avere un pubblico davanti a me, prendevo in mano un qualsiasi oggetto e cantavo. Poi crescendo, ho continuato a coltivare questa mia passione: la giusta medicina che mi rende più forte.»

Cosa ti aspetti e cosa vuoi per il futuro?

«Lungo questo percorso di carriera artistica, mi aspetto di poter crescere ogni giorno. Credo che la cosa più bella sia dare e ricevere in egual misura. Quando canto, esprimo le mie emozioni, ma altrettante ne ricevo dal pubblico che mi ascolta. E` uno scambio e un arricchimento continuo.»

Perché hai fatto questa scelta?

«Sogno un futuro meraviglioso e impegnativo, perché non amo le cose semplici. Spero di essere seguito da persone che credano in me, poiché la stessa fiducia ripongo in chi mi ascolta e sono consapevole di dare sempre tutto me stesso.»

Un tuo brano inedito, parla proprio del delicato tema della violenza…

«Viviamo in un mondo dove i più deboli, come donne e bambini, non sono adeguatamente protetti. Credo che la nostra società debba permettere a tutti di vivere serenamente la propria quotidianità.»

Qual è il titolo della canzone e che messaggio vuoi inviare?

«La canzone s’intitola “Senza un perché” e il messaggio insito in essa, è quello di parlare e denunciare anche le persone a noi vicine, quelle che credevamo ci volessero bene, nel caso in cui abbiano compiuto qualsiasi forma di violenza nei nostri confronti. Bisogna ribellarsi, perché il silenzio e l’omertà sono la forza dei carnefici.»

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Il titolo della canzone la dice lunga sulla natura della violenza. Potresti spiegarcelo brevemente?

«La violenza non ha motivo di esistere. Non c’è un perché. Dunque non va mai giustificata o capita.»

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Che differenza c’è tra il ragazzo Mario Bragaglia e l’artista Brandon Braching?

«Nessuna. Nell’arte sono sempre me stesso, anzi forse essa è l’espressione più vera della mia interiorità. Attraverso la musica, do libero sfogo alle mie idee e ai pensieri.»

Cosa diresti a chi subisce violenza?

«Direi di non accumulare dentro di sé i silenzi, ma di urlare al mondo. Non va mai soffocato il grido della propria esistenza… Anzi, quando qualcuno vuole schiacciarvi, dovete riappropriarvi del vostro spazio. Se vi tappano la bocca, gridate ancora di più. Sbattete i pugni a terra, arrabbiatevi, indignatevi, ma non rassegnatevi a subire. Mai. Trovate sempre il coraggio di denunciare.»

E Mario ha mai subito violenza?

«Sì, anche io sono stato vittima di bullismo e altri tipi di violenze. Per questo ho trovato dentro di me molto coraggio, che credevo di non avere.»

Qual è stata la molla della tua reazione? 

«Mi sono detto: “Ho voglia e fame di vita, quindi non permetto a nessuno di togliermela!” Trovate sempre il coraggio di denunciare.»

Come saprai, molti abusi avvengono all’interno della coppia, in una relazione amorosa. Come si distingue allora l’amore dalla violenza?

«L’amore non fa male. Amare non vuol dire possedere o controllare, ma significa prendersi cura dell’altro e delle sue fragilità…»

Dove possiamo seguire Brandon Braching?

«Ho una Pagina Facebook e un account su Instagram. Le mie esibizioni canore, potete trovarle anche su Youtube».

Oggi abbiamo conosciuto e ci siamo tuffati nelle note e nei pensieri ardenti, di un ragazzo che attraverso la musica, spera e sogna di combattere la violenza. Lo ringraziamo di cuore per il suo costante contributo e ci auguriamo che chiunque subisca qualsiasi tipo di abuso, trovi in questo piccolo grande Uomo, un modello da seguire, in quanto a coraggio e determinazione. Ci teniamo altresì a sottolineare come l’espressione più alta dei valori e delle risorse umane, non abbia sesso. Il nostro sito tratta della violenza sulle donne, ma non intende assolutamente presentare il genere maschile come la manifestazione delle mostruosità più aberranti. L’obiettivo comune è quello di ottenere una vera uguaglianza tra i due sessi, in cui nessuno prevalga sull’altro. Oltre agli uomini che uccidono, picchiano, sfregiano e perseguitano le donne, ne esistono altrettanti che amano, accudiscono la famiglia e/o i più deboli e si dedicano a migliorare la nostra società. Diciamo che i primi sono “omuncoli” e i secondi Uomini, con la “U” maiuscola. Per quanto la prima categoria faccia del male, il bene compiuto dagli Uomini veri, è senz’altro più grande…

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