“Su ali di farfalla”: quando la violenza diventa una lezione d’amore

 

di Ambra Sansolini

Introduzione

“Su ali di farfalla”: un romanzo che, attraverso la violenza, parla dell’amore. Nessuno si chiede mai quali sogni, speranze e desideri hanno trascinato le donne in storie pericolose. Eppure, è stato proprio il bisogno di donare e ricevere amore a condurle in quel precipizio. Allora, cosa dobbiamo insegnare alle ragazze di oggi? Evitare l’amore equivale a salvarsi dalla violenza?
E soprattutto, in che modo tornare a nutrire il più alto dei sentimenti, dopo che si è uscite dal tunnel?

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Il vademecum della salvezza per le donne vittime di violenza

 

Il romanzo “Su ali di farfalla” offre ai lettori una sorta di vademecum finale nel quale trovare consigli pratici per sfuggire a un uomo violento o, quanto meno, arginare i danni soprattutto in caso di separazione o divorzio con figli in comune.

Il vero dramma della violenza sulle donne è che l’atroce sofferenza  non termina con la denuncia e la fine della relazione. Le azioni malevole del maltrattante continuano attraverso i cavilli di una Giustizia minorile, che al momento regala più spunti di abusi al carnefice che protezione alle vittime di violenza e ai loro figli.

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Un sistema malato: il reale problema della violenza sulle donne

Il romanzo “Su ali di farfalla” mette in risalto il reale problema della violenza sulle donne: il sistema che dovrebbe tutelarle non funziona in maniera adeguata.

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Le gomme dure: una banda a servizio del carnefice

 

di Ambra Sansolini

Le gomme dure

Cosa accade quando il carnefice si sente un boss e crea una specie di banda per distruggere la vittima?

Nell’accezione comune il reato di stalking o atti persecutori prevede appostamenti del carnefice presso l’abitazione, la sede di lavoro o i luoghi frequentati dalla vittima. Ma esiste una forma atipica di questo crimine, che si attua quando a pedinare non è direttamente lo stalker, ma amici, conoscenti o familiari dello stesso. Sicuramente meno frequente del caso più comune, soprattutto perché non è facile trovare qualcuno che sia disposto a rischiare per un’azione illecita, voluta da un altro. Quindi, in che maniera l’uomo violento riesce a trovare dei “collaboratori”? Solitamente si tratta di un soggetto già inserito nella vita criminale o comunque di un antisociale, ossia di un individuo pericoloso per chiunque. Spesso, il reclutamento dei complici avviene dietro compenso pecuniario o scambi di favori inerenti ad attività delittuose già avviate. Va ricordato che quasi sempre l’abusante è un narcisista perverso o uno psicopatico e pertanto tutte le sue relazioni interpersonali sono prive di critica e dissensi. Nessuno può osare contraddirlo e la formula con la quale vive è “o con me o contro di me”. Da ciò ne segue il totale assoggettamento di tutti coloro che sono riconosciuti come amici o con i quali stringe qualsiasi tipo di legame. Ecco spiegata la facilità con cui arriva ad avere dei complici, disposti a tutto pur di servire il loro “re”. Si tratta di persone affette dal suo stesso disturbo di personalità oppure di vittime, incapaci di ribellarsi. A quest’ultima categoria appartengono quelle che gli specialisti definiscono “scimmie alate”.

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“Su ali di farfalla”: lo schema del romanzo

 

Su ali di farfalla

 

Uno schema riassuntivo degli argomenti affrontati nel libro “Su ali di farfalla”. La mappa mostra come, nel fenomeno della violenza sulle donne, abbiano un ruolo centrale i pregiudizi sociali, i fattori storici e culturali.

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Ambra Sansolini: “scrivo per combattere la violenza sulle donne”

 

La scrittura come dono innato

Ho sempre avuto la passione della scrittura, fin da bambina. Quando non avevo con me un foglio su cui scrivere, mi servivo di un fazzoletto di carta. All’improvviso, in qualsiasi luogo mi trovassi e qualsiasi altra cosa stessi facendo, avevo bisogno di scrivere. Non siamo noi a scegliere il momento dell’ispirazione. Tutti gli artisti sono in contatto con un mondo invisibile agli occhi della gente comune, perché trasformano ciò che è spirituale in materia. Chi scrive guarda al mondo con il cuore e non con gli occhi. Si tratta di quella che Leopardi definiva “doppia visione”: “All’uomo sensibile e immaginoso che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo e immaginando, il mondo e gli oggetti sono in un certo modo doppi […]” (da Lo Zibaldone).

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Un romanzo di formazione tra violenza e rinascita

 

Il libro è un’opera di narrativa ma vuole avere anche un intento formativo e sociale. Conoscere significa proteggersi ed evitare che le tragedie che subiscono le donne si possano ripetere. Già dal titolo si intuisce la struttura del romanzo: dopo la descrizione del “magico mondo dell’uovo” dedicato all’infanzia di Agnese, si passa alla adolescenza caratterizzata dalla anoressia, e della scoperta della sessualità e del primo amore, metaforizzata dalla figura del bruco.

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Un libro da leggere per riuscire a prendere il volo

 

Un libro molto molto bello, da leggere dalla prima all’ultima pagina.

“L’amore quando arriva lo riconoscete perché non fa male: non umilia, non giudica, non deride, non vi vuole diverse, non soffoca le passioni, non controlla i pensieri… L’amore è condivisione, non possesso!…”

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