Il vademecum della salvezza per le donne vittime di violenza

Il vademecum della salvezza per le donne vittime di violenza: come sfuggire alle trappole dell'aguzzino?

 

Il romanzo “Su ali di farfalla” offre ai lettori una sorta di vademecum finale nel quale trovare consigli pratici per sfuggire a un uomo violento o, quanto meno, arginare i danni soprattutto in caso di separazione o divorzio con figli in comune.

Il vero dramma della violenza sulle donne è che l’atroce sofferenza  non termina con la denuncia e la fine della relazione. Le azioni malevole del maltrattante continuano attraverso i cavilli di una Giustizia minorile, che al momento regala più spunti di abusi al carnefice che protezione alle vittime di violenza e ai loro figli.

Sono innumerevoli le trappole che un narcisista perverso o uno psicopatico riesce a costruire, partendo dall’affido condiviso e dall’odierno diritto di famiglia, che in nome di una bigenitorialità a tutti i costi sfregia continuamente la maternità.

Basta davvero poco per inciampare in illeciti che vanno poi a vantaggio dell’aguzzino. Il clima di violenza costante, tipico di soggetti usurpatori e prepotenti, spesso induce le donne a difendersi e a difendere i loro figli oltre misura. Un istinto materno, fatto di amore e una buona dose di ingenuità, che va ad alimentare indirettamente il piano diabolico e perverso,  costruito dall’individuo patologico.

Nei prossimi articoli esamineremo dei casi specifici che possono portare l’abusante ad allontanare i figli dalla madre. Molte persone, alle quali tale  meccanismo infernale è sconosciuto, pensano ancora che nessuno possa toccare il ruolo di una madre, a meno che la stessa sia tossicodipendente o abbia atteggiamenti tali da indurre in pericolo la vita dei minori. E invece si tratta di un’ideologia ormai desueta e quindi errata.

Invece sono molte le donne violentate nella loro maternità, solamente per la disgrazia di aver procreato con un uomo violento.

Mentre ci auguriamo che i nostri Poltici dedichino, il prima possibile, la dovuta attenzione a questo enorme dramma nazionale, riformando un diritto di famiglia oscuro e dannoso, non ci resta che offrire alle vittime di violenza un modo per salvarsi da sole.

E fin da subito dobbiamo dire che non sarà facile e senza avversità. Ma esiste un modo per arginare l’azione distruttiva del carnefice. Sarà come attraversare un campo minato. Un essere sadico e perverso non smetterà mai di trovare il modo per annientarvi. Pertanto, non aspettate la fine dei suoi attacchi per vivere felici e con il sorriso. Il segreto sta nel non lasciarsi più condizionare l’esistenza dai problemi che cercherà di creare. La libertà è tutta nella testa e solo con l’intelletto è possibile andare oltre quella malvagia perversione, che una volta conosciuta, vi farà solamente sorridere.

Fino a che sarete angosciate dalla sua oscura presenza, vuol dire che state ancora in trappola. Egli è come un’ombra continua, che tenta di spegnere la vostra luce. E a un certo punto quell’ombra diventerà molto più grande del vostro corpo e apparirà insormontabile. Ma ciò avviene nel momento del tramonto, in cui il sole se ne va, togliendo al buio il potere di oscurarlo.

Ecco, alla fine dovrete fare come il sole: combatterlo equivale a farlo combattere da solo. Lasciatelo con il suo rancore, le basse vendette, la cieca voglia di rivalsa. Solo allora lo vedrete così fragile e piccolo nel suo essere immondo. E continuerete a chiedervi che fine ha fatto colui che vi schiacciava e faceva così paura.

Nessuno cambia. Tanto meno un narcisista perverso o uno psicopatico. La verità è che sarete voi a essere cambiate in meglio. Vincere i vostri fantasmi interiori è l’unico modo per uscire dal tunnel della violenza.

Vedi il libro “Su ali di farfalla”

 

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