Una di noi: l’amore non è violenza

Amore e violenza

 

di Ambra Sansolini

Sognava l’amore,

non sapeva esistesse chi si ciba dell’altrui cuore.

Pensava di cambiarlo, rinunciando a sé stessa:

l’amore non pretende e ti fa sentire come una principessa.

 

Accettò il primo schiaffo con la convinzione,

che in fondo si meritasse ogni punizione.

Le continue critiche e umiliazioni

la facevano sentire in difetto:

così solo lui era perfetto.

Vedi

 

Non era questa dell’amore la promessa,

ormai l’autostima era già compromessa.

Ci volle ben poco per finire nella gabbia,

l’amore non è una scritta sulla sabbia.

Non dura quanto l’incanto della seduzione,

si nutre di rispetto e comprensione.

 

Il sogno iniziale era svanito,

d’ora in poi solo sofferenze avrebbe patito.

Credeva che fuori ci fosse un mondo migliore,

fatto di Lealtà, Giustizia e Onore.

 

E invece nessuno tutela le vittime di violenza,

tra il dire e il fare c’è un’immensa ambivalenza.

Lo Stato le invita a denunciare,

ma poi sole e perse le lascia naufragare.

 

Il salto verso la Libertà ha un caro prezzo:

per questo lottava con ogni mezzo.

Neppure chiudere la relazione,

la salvò dalla prevaricazione

di un essere che da anni studiava la sua distruzione.

 

Lasciato libero di compiere ogni abuso,

un paese civile l’avrebbe già rinchiuso.

E le chiavi avrebbe buttato:

un predatore sociale non può essere recuperato.

Vai a http://www.stateofmind.it/2013/05/psicopatia-hare/

 

Nessuna donna deve vivere

l’inferno sulla terra,

va portata in braccio fin su una stella.

Tutte le donne uccise o sfregiate brutalmente,

furono prima massacrate nell’anima e nella mente.

Morire non è solo esalare l’ultimo respiro,

ma quando energie, gioia e sorrisi

sono risucchiati da un vampiro.

 

Non smettete di lottare per la vostra Dignità e Libertà,

ne vale sempre la pena

qualsiasi cosa accadrà.

Potranno anche tagliarci le ali:

il nostro volo non conoscerà rivali.

 

E quando a coglierci è la stanchezza,

lasciamoci cullare dall’immaginazione:

chiudiamo gli occhi e sogniamo un mondo

senza violenza e persecuzione.

Le nostre tristi storie

saranno solo un brutto ricordo,

allorché il grido di aiuto delle donne

al mondo non sarà più sordo.

 

Parafrasi della poesia

Questa è la testimonianza di una giovane donna che ha subito violenza per più di dieci anni. Ho tradotto il suo toccante racconto in lirica. In questa storia ci sono tutte le dinamiche che sono alla base della violenza domestica.

L’intero componimento si sviluppa attorno agli episodi vissuti dalla protagonista, cui si aggiunge una voce narrante esterna. Quest’ultima interviene in ogni strofa, per mostrarci i tratti di un rapporto malsano. Ci ricorda che l’amore, se di esso si tratta, non può fare male.

Prima strofa

Nella prima strofa, viene spiegato come la mentalità femminile sia legata al sogno di un amore. Per quell’ideale, troppo spesso le donne varcano il limite del sacrificio, arrivando all’annullamento di sé stesse. La voce esterna, al contrario, ci dice che l’amore innalza, fino a farti sentire una principessa.

Seconda strofa

Nella seconda strofa, viene presa in esame la violenza psicologica. Troviamo quindi il senso di colpa della vittima, sul quale fa leva l’abusante e il drastico calo dell’autostima della donna. Mediante l’aggettivo “perfetto”, si accenna al concetto di narcisismo perverso.

Terza strofa

Nei primi due versi della terza strofa, assistiamo al brusco cambiamento, in senso negativo, che subisce il rapporto. Si lascia sottintendere un inizio idilliaco, in contrasto a tutte le forme di violenza che ne seguiranno. La voce esterna evidenzia il carattere ingannevole della seduzione.

Quarta strofa

Alla triste e drammatica scoperta della vera identità del partner, si accompagna l’illusione di un sistema giuridico e morale, che tuteli le donne vittime di violenza.

Quinta strofa

Nei versi della quinta strofa, c’è la dolorosa conoscenza dell’inefficienza della Magistratura italiana. In particolar modo, viene messa in risalto la grave contraddizione tra le continue esortazioni a denunciare e l’esito effettivo di queste denunce. Ci riallacciamo ai dati allarmanti sulle denunce archiviate; al fatto che molte volte, a seguito di queste archiviazioni, sia poi accaduto l’episodio irreparabile. Esplicito il riferimento anche ai tempi dilatati del sistema giuridico, durante i quali la donna è ancora più in pericolo.

Leggi qui

Sesta strofa

La sesta strofa invece, prende in esame lo sforzo che occorre fare per allontanarsi dal proprio carnefice. Tale sforzo è poi vanificato dal perpetrarsi di altre violenze. Si fa chiara allusione a tutte le forme di persecuzione (stalking), diffamazione o aggressione ai danni della donna. Tipico tratto di questi uomini, è la mancata rassegnazione alla fine della relazione, soprattutto quando è stata la donna a volerla. Nella perversione della loro mente, nessuno deve osare sfuggirgli al controllo, tantomeno colei che era un oggetto di proprietà.

Settima strofa

I versi della settima strofa analizzano il pieno potere dell’aguzzino, conferitogli anche dallo Stato. Ancora il collegamento con l’inefficienza della Magistratura : nei pochi casi in cui s’instauri il procedimento penale, le sentenze quasi mai sono congrue al danno patito dalla vittima. Molti dei carnefici, sono dei veri e propri psicopatici ovvero predatori sociali. Tali argomenti verranno approfonditi nel blog, ma è accennato il fatto che si tratti di soggetti incorreggibili e irreprensibili.

Ottava strofa

Nell’ottava strofa, viene illustrato l’indescrivibile calvario che devono vivere le vittime, sia quelle uccise che quelle sopravvissute. E’ inserito il riferimento alle donne che si trascinano morte, in vita; a coloro che pur respirando, sono state private dell’identità e della libertà di vivere. Tutto questo avviene ad opera del carnefice, qui definito meglio come “vampiro”: un parassita che vive succhiando  le energie alla partner, che ne agogna la distruzione.

Nona e decima strofa

Le ultime due strofe sono incentrate sull’esortazione a reagire e combattere la violenza. Il volo è la libertà interiore, che né l’abusante, né un intero sistema inadempiente ai doveri costituzionali, potranno mai arrestare. Se oggi ci è concesso solamente di sognare un mondo, in cui non esista la violenza sulle donne, la speranza è che in futuro, tutto questo diventi realtà.

 

 

 

 

 

 

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