Il pianista della piazza

Il pianista suona la Vita nella piazza

 

di Ambra Sansolini

Un giovane ragazzo, uno di quelli che dovrebbe stare già inserito nel mondo del lavoro. Si trova in una piazza, con un pianoforte di legno mezzo rotto, su cui mancano persino alcuni tasti. Ma le note del cuore le possiede tutte. Compensa il vuoto dei tasti con le vibrazioni dell’anima.
Non passa la giornata a fare il bullo in chat. Non si adegua a una società piena di violenza. Sogna di trovarsi in una grande orchestra. Non vede i volti dei passanti, perché sta vivendo il suo sogno. E il suo sogno è quello di mettere in pratica una dote innata. E’ vestito tutto elegante, con il papillon. Perché è così che ci si presenta in una mise da teatro.


In Italia però i talenti veri sono relegati al bordo di un marciapiede o in una piazza. Questo è il paese dove chi davvero ha delle spiccate qualità, rischia di trovarsi con il vassoio accanto per raccogliere i soldi dei passanti. E già. Non è figlio di. Non è fratello di. Non conosce Tizio o Caio. Non è marito di. Non è amico di. E quindi non è nessuno. Vorrebbero farlo scadere nell’anonimato, vorrebbero spegnergli l’ardore della sua arte. Ma non ce la faranno. D’altronde se non vai ai programmi TV che lanciano i talenti musicali, non riuscirai a fare strada. Ma per andarci, devi avere qualche aggancio. Così alla fine va avanti l’incapace, quello che se gli dici pianoforte, ti guarda allibito perché pensa che gli stia dicendo due avverbi di modo opposti: piano e forte.
Vola ragazzo vola. Vola con il tuo sogno. È tutto lì racchiuso nelle tue dita affusolate, che danzano su quei tasti come le più abili delle ballerine. Chiudi gli occhi un attimo e allora il marciapiede sporco, sarà un tappeto di velluto rosso. Il mormorio della gente, diventerà il silenzio di chi sta ascoltando a teatro un’opera musicale. Il cielo diafano, sull’imbrunire, dal colore blu violaceo, si trasformerà in una regale cupola dorata. Una di quelle stile barocco, che abbagliano e confondono lo sguardo. Il Maestro che ti guida, non ha in mano una bacchetta come il direttore d’orchestra. Non lo vedi, ma è Lui che muove le tue mani. Si trova sopra la tua testa. Ed è per questo che niente e nessuno riuscirà ad ostacolarti.
La vera Arte non necessita di fronzoli, ma vive tra la gente. Il vero teatro d’ispirazione non è il palco con le tende rosse, ma la vita quotidiana. Il vero artista si siede e si confonde tra le persone comuni.
Sogna, ragazzo sogna. E tutti i lacci di un paese mediocre e non meritocratico, diventeranno le corde che muovono i tuoi tasti. La vera Arte non può essere relegata all’angoletto. E infatti oggi sei al centro: della piazza e dell’attenzione di chi ha scorto in te, il valore inestimabile del tuo dono. Non smettere mai di farne tesoro. E quando sarai preso dallo sconforto, guarda il Maestro lassù, che veglia sulle tue esili mani. Vivi nella tua Arte e fa’ della tua Arte altra Vita.

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