Quella colpa non vi appartiene: liberatevene

Quella colpa non vi appartiene: liberatevene. Quando il senso di colpa provato dall'aguzzino può diventare una palestra per l'autostima.

 

di Ambra Sansolini

C’è qualcosa che aggrava le violenze subite: è l’interiorizzazione di una colpa in realtà inesistente. Convincere voi e gli altri che siete delle incapaci, delle poco di buono, delle pessime madri fa parte del gioco al massacro del narcisista perverso. Per fare questo si servirà di qualsiasi mezzo: può rendersi autore di condotte delittuose come lo stalking, la violenza privata e la diffamazione, così come adoperare persino gli strumenti della Giustizia. Spesso usa le altre persone per farvi del male. Basta che egli stia sempre sul palcoscenico: che sia un tribunale o il “trono” di una regia nascosta e perfida, non importa.

Se nella vostra vita avete a che fare con un soggetto simile, ricordate che dietro ogni situazione negativa c’è sempre lui. Il suo occhio fisso su di voi, anche quando sembra guardare altrove, deve rendervi consapevoli  di quanto male sia in grado di generare. Ma non bisogna avere paura: conoscerlo e sapere a fondo i suoi tratti patologici è l’unica via per la salvezza.

Ci vuole un’autostima di ferro per non crollare. Tutte le vittime sono cadute, hanno dubitato delle loro qualità, sprofondando nell’abisso. Eppure è tramite quel viaggio negli inferi che può uscire fuori il meglio di voi. Sembrerà al limite del credibile, ma alla fine questa dilaniante esperienza deve diventare la migliore palestra per l’autostima e l’amor proprio. Sta a voi decidere se trasformarla nella più affascinante risalita oppure nel doloroso naufragio, tra compassione e rassegnazione.

Fuori dal tunnel c’è la luce. Lontana, a tratti irraggiungibile. Ma esiste e attende tutte le donne. È nell’ordine del cosmo che la creatura generatrice di vita vada conservata e custodita.

 

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